sabato, Giugno 19

Vaticano nega: “Gesù non fu crocifisso a Biella, troppo triste anche per lui”

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Trapela online una nuova versione del Vangelo ambientato a Biella, censurata dal Vaticano in quanto considerata troppo triste. 

Noi de LBCP, grazie ai nostri potenti mezzi informatici siamo riusciti a trovarne una copia che vogliamo condividere con voi.

Attenzione, lettura non adatta a deboli di cuore,
bigotti, indignati della domenica e cristiani privi di senso dell’umorismo.

DAL VANGELO SECONDO ME:
A quel tempo Gesù radunò i suoi discepoli per l’ultima cena, per l’occasione e per non destare sospetti decise di organizzare il tutto alla Civetta del piazzo che essendo gestita da un noto comunista di zona, non avrebbe insospettito i centurioni romani, intenti a fare la solita ronda agli Zumaglini. 

Al termine della consumazione, non essendoci pane a disposizione, Gesù prese la polenta concia e capì subito che non avrebbe potuto spezzarla, così la mescolò con il cucchiaio un paio di volte e rivolgendosi ai commensali disse “Giuda, manca il Cervo, ti avevo detto di prenotare a Cossila”. 

Quello fu l’attimo preciso in cui il messia capì che il tradimento era ormai avvenuto. Una volta prelevato dalla municipale fu condotto in via dei Tigli pronto per la crocifissione, ma ciò non bastava, i quotidiani locali sempre a caccia di scoop inutili chiesero a gran voce un’esecuzione pubblica in quanto erano stufi di notizie riciclate dalle province adiacenti. 

Venne così scelta via Pietro Micca per la sfilata e per consentire il passaggio con la croce in spalla in quanto Via Crucis era chiusa per lavori da quasi 1 anno, nonostante le rassicurazioni di FdI. 

Subito arrivarono le polemiche “ma proprio oggi che devo andare a Betlemme a trovare mia suocera, chi la paga la croce? Basta che finisca tutto per le 21, muli e carri in doppia fila, maledetti centurioni che stanno all’osteria invece di fare multe, ci sarà il Buffett alla fine? E i gadget in omaggio?”. 

Il clima era teso, si attendevano ospiti da ogni dove ma arrivarono in pochi in quanto la maggior parte perse la coincidenza a Santhià, le 12 tappe furono tremende come la storia ci ha insegnato, la malvagità dei comandanti romani toccò però il culmine quando, sul finale, costrinsero Gesù a pagare la colazione a tutti da Canterino, quella fu l’ultima crudeltà e c’è chi giura di aver sentito il messia chiamare a gran voce suo padre quando gli fu portato lo scontrino. 

La grande croce costruita da Aiazzone fu issata, ma Gesù non era solo, come sappiamo, alla sua sinistra fu crocefisso il progettista della funicolare e alla sua destra l’ideatore del parcheggio degli Orsi. 

Il suo corpo venne poi depositato in una stanza dell’Hotel colibrì tra non poche polemiche, anche se non ci sono conferme su Wi-Fi gratis e 35€ al giorno. 

Il terzo giorno resuscitò e per far sì che la notizia si diffondesse il prima possibile venne chiamata La nuova provincia di Biella che ci fece subito 38 articoli privi di senso ed ecco perché nessuno volle credere alla storia, spostandola poi nei luoghi che tutti conosciamo. 

Non ci è dato sapere se tutto questo sia vero o meno, sicuramente, se confermato, getterebbe nuova luce su una vicenda che da più di 2000 anni ci tiene con il fiato sospeso ma la vera domanda è: Se la cena si fosse svolta a Cossila, la storia sarebbe stata diversa? Solo Dio lo sa, nel vero senso della parola.

Buona Pasqua
LBCP

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