martedì, Luglio 16

PRIMO CONSIGLIO COMUNALE A BIELLA, GIUDIZIO A CALDO, TROPPO CALDO

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Abbiamo assistito al primo consiglio comunale cittadino, esperienza che dovrebbe essere proposta come alternativa alla sauna, vista la temperatura media della sala consigliare (Evidentemente non erano ancora disponibili i condizionatori italiani). 

C’erano tutti ma proprio tutti, in gran spolvero, per assistere all’investitura del nuovo sindaco che, con il suo infinito discorso d’apertura, ci ha subito fatto capire che sarebbe stato un luuuungo pomeriggio. 

Non staremo qui a snocciolare i dettagli di chi ha detto cosa (per quello esistono i quotidiani online, purtroppo per voi), solo un paio di appunti. 

Dopo “l’incoronazione” Corradino ha ringraziato e baciato la fascia tricolore, non una, non due, ma tre volte, per la gioia dei fotografi e noi, per un attimo, avremmo voluto interrompere il momento solenne e urlargli “Claudio lascia perdere che l’ultima volta con sta storia dei baci è venuto fuori un casino” ma l’abbiamo lasciato fare, è grandicello.

Passiamo ai fatti (!): L’ex assessore Presa, durante il suo intervento, ha esposto dati tecnici e oggettivi che se l’avesse fatto in campagna elettorale, forse l’avrebbe vinta. La Caldesi, con il suo classico stile da banco delle stoffe al mercato, ha riportato subito i toni sul binario politico, come è giusto che sia e vederla poi in pausa accendersi un sigaro con soddisfazione ci ha fatto partire subito in testa la colonna sonora di Continuavano a chiamarlo Trinità, così abbiamo deciso, a Natale le regaleremo una sputacchiera (nera ovviamente)

L’opposizione dal canto suo ha fatto la sua parte, Rinaldi ha fatto … bhe ha fatto il Rinaldi e ci avrebbe deluso fosse stato diverso, Robazza invece deve aver mangiato un paio di Vigorsol di troppo, visto il tono di voce, forse voleva farsi sentire anche dai suoi “affezionati” del quartiere Riva, ma il suo resta l’intervento più interessante in quanto ha chiesto chiarimenti su una presunta proposta di aumento degli stipendi agli assessori di Biella (ah!!). 

Sull’imparziale Olivero e la sua discutibile uscita molto “parziale” non ci pronunciamo, speriamo sia solo il passo falso di chi si è fatto prendere la mano da 5 minuti di notorietà. 

Gli altri invece hanno espletato il compitino prestabilito senza arte ne parte, annoiandoci quanto basta per essere dimenticati il più in fretta possibile. 

Insomma, sono stati momenti interminabili che a confronto il signore degli Anelli sembrava un spot pubblicitario e il caldo torrido non ha aiutato, abbiamo visto gente sudare anche dallo smartphone, di riflesso però abbiamo notato altri incravattati e impomatati come nulla fosse, ma non vogliamo sapere ..sotto. 

In conclusione qualche scoppiettio ma nulla di rilevante, solite scintille da copione, che promettono però un quinquennio molto interessante. 

Ultima nota: tutta la nostra stima e ammirazione va a Massimiliano Gaggino che in pieno slogan “Biella città della Moda” e incurante del clima tropicale, ha sfoggiato una giacca pixellata multicolor che se ci passava vicino un camaleonte si disintegrava nel tentativo di mimetizzarsi.

Confidiamo che il prossimo consiglio sia più concreto e soprattutto più fresco, altrimenti a fine mandato dovranno tutti rifarsi il guardaroba (tranne Gaggino ovviamente)

LBCP 

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