martedì, Agosto 20

CADAVERE ULULI, CREMAZIONE ULULA (aggiornamento)

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È la notizia del giorno. Scandalo al tempio crematorio di Biella. (Tempio e non “forno” come descritto dagli scribacchini e giustamente fatto notare da qualcuno, il “forno crematorio” era ben altra cosa)

Indignazione e disgusto per una notizia che scuote l’intera comunità ma che in fondo non stupisce più di tanto. 

C’è un curioso rapporto tra la città e i cari defunti, negli anni sono state non poche le notizie di cronaca nera legate a quei luoghi. Dai furti, al racket delle sepolture, fino ai presunti abusi sessuali sui cadaveri. 

Ora pare che si sia alzata l’asticella del degrado, arrivando a gesti che vanno ben oltre l’umana deviazione. 

Se l’abuso di cadaveri poteva rientrare nella patologia delle malattie mentali, imputabili ai singoli individui, qui si scende nel torbido e il quadro che ne esce è avvilente perché tutto riconduce (come nella migliore tradizione dei reati subdoli) al mero interesse economico, alla sete di denaro, alla cupidigia, tutto a scapito del buon gusto. 

Da quel poco che si apprende dai quotidiani locali, pare che le cremazioni non fossero eseguire nel modo corretto, ecco spiegato la presunta accusa di occultamento di resti umani (che per la cronaca potrebbero essere semplicemente ossa). 

Voci parlano di resti trovati dentro a scatoloni, pronti ad essere gettati nell’immondizia. (Anche qui la cosa pare curiosa, immondizia… ma dove, Indifferenziata? Umido?”)

Non ci esprimiamo sui diretti interessati in quanto le indagini sono da poco avviate e tuttora in corso e quello che è trapelato finora non ci permette di azzardare giudizi sommari e prematuri (e poi tranquilli che ci stanno già pensando i tuttologi del web). 

In conclusione, “Biella città morta” oggi più che mai è un slogan che ci calza a pennello, peccato che a farne le spese siano i veri morti, sperando che i vivi coinvolti paghino il giusto, senza sconti e che l’intera vicenda non faccia la fine dei cadaveri rinvenuti, occultata in qualche scatolone. 

LBCP

+++AGGIORNAMENTO+++
Dalle ultime notizie “trapelate” (e non ufficialmente confermate, quindi prendetele con le pinze) pare che, per risparmiare su tempi e costi, ci fosse l’usanza di bruciare fino a 4 cadaveri per volta, contemporaneamente.

Questo procedimento però non consentiva al forno di ridurre tutto in cenere, lasciando di fatto alcune ossa integre, che venivano successivamente ammassate in qualche scatolone, per essere poi gettate.

In conclusione, se questa versione venisse confermata, le ceneri dei vostri cari, custodite nell’urna sopra il caminetto, potrebbero essere un bel mix di cittadini biellesi a caso.
NO COMMENT!

LBCP

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