venerdì, Settembre 20

Biella: ANDATA E (SE FA BELLO) RITORNO

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“Biella deve puntare sul turismo”. È una cantilena che continuiamo a sentire, che immancabilmente torna prepotente, sarà vero? Scopriamolo nel nostro “cinico” diario di viaggio. 

Eccomi in viaggio direzione Biella, esco dall’autostrada, mi immetto sulla statale, il cartello indica pochi km alla città, c’è il limite dei 50/70, non è un problema, il tragitto è breve e invece no,  4 Tir e 3 anziani con la Panda rallentano tutto, striscia continua, traffico elevato e autovelox …forse finti forse veri che nel dubbio mollo il pedale. 

Approfitto dell’andamento lento per salutare dal finestrino le nigeriane a bordo strada, mi sorridono come dire “fermati qui che tanto più in su è tutto più caro”. 

La ignoro (ahimè), finalmente arrivo in città, anche la mia auto ne è felice tant’è che inizia a sobbalzare sempre più forte fino a farmi rinvenire il Camogli preso all’autogrill di Villarboit, ma forse non è l’auto(!)

Seguo le indicazioni per il centro e finalmente, balzellon balzelloni, come il Il professor Pat Pending del Wacky Race, lo raggiungo. 

Mi accingo a cercare parcheggio, occupato, occupato, libero strisce blu, ma non vedo il parchimetro, passo oltre, occupato, occupato, libero ma c’è una bici, occupato ma sta andando via, ah no resta, no va via, no resta, ok vado via io. 

Trovo posto in doppia fila sulle strisce del Bus, tanto vedo che lo fanno tutti, mi adeguo. Finalmente inizio la passeggiata, piove, poca gente, alcuni turisti, o forse non sono turisti. Saluto uno, saluto un altro, rispondo cortese “non ce l’ho una sigaretta, mi spiace non ho monete, no grazie non mi serve nulla.”

Entro in un bar, forse disturbo, così pare, prendo il caffè, pago ed esco, voglio fare shopping, chiuso, chiuso, riapro alle 16, affittasi, chiuso, finalmente un bel negozio, un pò caro, troppo caro, non siamo a Milano ma pare così. 

Non compro nulla, meglio godersi la natura e la storia, cerco la funicolare, eccola ma è ferma, partirà? Boh, dicevano Marzo, forse Aprile, poi Maggio, magari ritornerò in autunno, se non piove. 

Risalgo in auto, via verso aree più verdi, bella la Burcina, piove anche qui, pesto una merda, poi un’altra. Porta fortuna dicono, a me non pare, i fiori però sono uno spettacolo.

Riparto, arrivo a Oropa, sembra Novembre, mi dicono che qui è normale, stupenda la cupola, ma non c’è altro, in effetti cosa mi aspettavo? Segno della croce, bevuta al burnel, per scacciare i malanni e via. 

Decido di tornare da dove sono venuto. Seguo la scia di dossi e buche come Pollicino seguiva le molliche di pane e lascio la città. Rivedo le nigeriane, mi salutano di nuovo, leggono il mio sguardo e non fanno altri cenni, hanno già capito. 

Bella Biella ma non ci vivrei, come Venezia, la visiti per curiosità, ti spennano e alla fine ti resta quel senso di incompiuto, forse non ho visto tutto ma ho visto abbastanza. 

Biella amata e odiata da chi ci vive, amata e odiata da chi la visita, amata e odiata ma forse non basta per dire “tornerò”. 

Ma si tornerò, appena rifanno le strade, abbassano i prezzi e diventano tutti più affabili. Ok, quindi non tornerò…. forse, se non piove. Ciao! 

LBCP

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