martedì, Agosto 20

BASTA CHE RESPIRINO, MA ANCHE NO

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I fatti di cronaca di questi giorni, relativi ai presunti illeciti all’obitorio di Biella, hanno riportato alla memoria un episodio analogo (almeno nelle prime fasi) di qualche anno fa.

Correva l’anno 2009 e i Carabinieri di Biella decisero di piazzare alcune telecamere all’intero dell’obitorio cittadino per indagare su un presunto Racket legato ai funerali.

Immaginiamo la sorpresa dei militari quando, visionando i filmati, si resero conto che più che di racket era una questione di fucked.

Infatti immortalarono un dipendente dell’ospedale intento ad intrattenere rapporti “intimi” con alcuni cadaveri di sesso femminile, di tutte le età, presenti all’interno della struttura.

Venne subito avviata un’inchiesta e successivamente il latin lover di bocca buona venne arrestato. Assieme a lui finì in manette anche un collega, per favoreggiamento.

Il che ci fa sorgere qualche perplessità, favoreggiamento? Cioè gli suggeriva i cadaveri più caldi? (O più freddi, dipende dai gusti) Non ci è dato saperlo.

La vicenda si concluse nel 2014 con la condanna in appello a 3 anni per il primo e 2 anni al compagno di merende snöire scadute.

Questa triste vicenda ci ha insegnato che in fondo Biella non è una città morta e se anche lo fosse, ci sarebbe sempre qualcuno pronto ad approfittarne.

LBCP

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