giovedì, Agosto 6

[Articolo] Quel guado sotto il ponte, una storia quasi vera – LBCP Amarcord

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E venne il giorno in cui il ponte della tangenziale crollò. Un venerdì del 1993 come tanti, alle ore 18,30 di un 24 settembre qualunque.

Una leggera scossa, la prontezza del cantoniere Geromel, che contattò immediatamente le autorità, evitando il peggio, in breve tempo il ponte venne chiuso e in un battito di ciglia fu solo macerie.
In un attimo l’intera città si trovò tagliata in due. Divisa, piegata. Seguirono giorni, settimane, mesi di disagio e poi finalmente venne attuata una soluzione provvisoria. Il guado.

Una striscia di terra in mezzo alle sterpaglie del fiume venne asfaltata, una nuova circonvallazione prese vita e Biella tornò a vivere una quasi normalità.

Fu una boccata d’ossigeno quel guado, ripido, scosceso, asfaltato alla bene meglio ma comunque funzionale, una soluzione alternativa che a un primo sguardo sembrava definitiva.

I primi mezzi iniziarono a percorrerlo quasi timidamente e nel giro di pochi giorni tutto tornò alla normalità, quasi quel ponte non fosse mai esistito, quasi che il guado fosse sempre stata l’unica via.

C’erano le code tipiche del mattino e della sera, i tamponamenti, gli incolonnamenti dettati dai meno esperti e nel giro di pochi giorni arrivarono anche le prostitute, appartate sotto l’ultima curva.

Era curioso vederle li, sedute comodamente in attesa di un cliente, salutando i camionisti e i padri di famiglia, magari conosciuti la sera prima,

Qualche anno dopo finalmente il ponte venne riparato e il guado tornò ad essere una strada dissestata di cui nessuno aveva più bisogno.

La morale di questa storiella è che non importa quale sia la strada, ne quanto impervia possa sembrare, alla fine una mignotta la troverai sempre sul tuo cammino.

LBCP

Foto di copertina by Fighera

 

 

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